Urla e accuse, il Pd ligure finisce commissariato

 

Katia Bonchi, GENOVA, 08.07.2015, “Il Manifesto”

 

Democrak. Bagarre alla riunione, Paita sotto tiro. Ce n’è anche per Guerini, che si arrende

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Raffaella Paita

 © Lapresse

 

 

L’ufficialità arri­verà solo gio­vedì mat­tina quando si riu­nirà la segre­te­ria nazio­nale del par­tito ma il Pd ligure, uscito a pezzi dalla scon­fitta alle Regio­nali, è com­mis­sa­riato. «Non ho riscon­trato la volontà di indi­vi­duare insieme una via d’uscita», ha detto Lorenzo Gue­rini al ter­mine dell’assemblea regio­nale. Il com­mis­sa­rio avrà il com­pito di tra­ghet­tare il par­tito verso il con­gresso. Sarà un depu­tato ren­ziano, pro­ba­bil­mente di una regione con­fi­nante. Certo è che lo attende un com­pito tutt’altro che sem­plice. Lo spet­ta­colo andato in scena lunedì sera sotto gli occhi del vice di Renzi è la sin­tesi della frat­tura che si è aperta con le pri­ma­rie e che il risul­tato alle urne ha allar­gati: una pla­tea con 160 dele­gati divisi anche fisi­ca­mente in due tifo­se­rie tra urla, fischi, occhia­tacce a ogni inter­vento della fazione avversa. Gue­rini ha preso appunti, incas­sato bat­tute, come quella di una dele­gata che lo ha accu­sato di essere venuto a fare “turi­smo poli­tico”, e cri­ti­che che i cuperliani, hanno rivolto anche al nazio­nale («non avete voluto ascol­tare il disa­gio che vi abbiamo mani­fe­stato in tutti que­sti mesi»).

Ad aprire le cin­que ore di assem­blea è stata la rela­zione del segre­ta­rio Lunar­don che ha visto tra le cause della scon­fitta l’analisi del tutto fal­sata del risul­tato delle euro­pee dello scorso anno: «Con quel 40% abbiamo pen­sato che l’unica cosa impor­tante fos­sero le pri­ma­rie con cui non avremmo scelto il can­di­dato ma il nuovo pre­si­dente della Regione». È que­sto forse l’unico punto su cui pai­tiani e anti-paitiani sono d’accordo. Il resto è stato un tutti con­tro tutti, un rim­pallo di respon­sa­bi­lità che rende impos­si­bile guar­dare al futuro. Anche quello crea divi­sioni. Lo fa rispetto alle alleanze (i cuper­liani guar­dano a sini­stra, gli altri al cen­tro), al rap­porto con la giunta Doria (che i ren­ziani, se non aves­sero perso le ele­zioni, avreb­bero voluto asfal­tare), e anche rispetto ad alcune scelte, dal tra­sporto pub­blico al piano dei rifiuti.
La ex can­di­data ora capo­gruppo del Pd Lella Paita riba­di­sce che la can­di­da­tura di Cof­fe­rati alle pri­ma­rie aveva il solo scopo di con­trap­porsi al governo Renzi, tanto è vero che ora «c’è chi è andato in Gre­cia a mani­fe­stare anche con­tro il nostro Paese» dice rife­ren­dosi a Fas­sina e Ven­dola. Fischi. Qual­cuno urla: «Abbiamo perso per­ché non vole­vano te, stai zitta». Rispetto alle alleanze, Paita replica a quanti, a comin­ciare da Lunar­don, le rin­fac­ciano il tempo perso per ten­tare l’accordo con Area popo­lare: «Allora per­ché in Comune ora abbiamo fatto un’alleanza pro­prio con quelle forze poli­ti­che?» dice rife­ren­dosi in realtà a una situa­zione un po’ diversa, visto che la tra­bal­lante mag­gio­ranza di Doria si è recen­te­mente allar­gata con l’ingresso degli ex Idv e l’appoggio esterno di due con­si­glieri dell’Udc. Applausi dai supporters.

Anche il marito di Lella, il pre­si­dente dell’autorità por­tuale Luigi Merlo, inter­viene da dele­gato spez­zino get­tando ben­zina sul fuoco: «Siete ipo­criti, non fate cadere Doria solo per­ché non avete nes­suno da can­di­dare a sin­daco. La classe diri­gente del par­tito a Genova non esi­ste, per que­sto avete un pre­si­dente del porto spez­zino, un mini­stro su due della Spe­zia e una can­di­data alla pre­si­denza spez­zina». Fischi e urla, poi la replica del segre­ta­rio geno­vese: «Alcune di que­ste figure non le abbiamo scelte noi — dice Ales­san­dro Ter­rile, rife­ren­dosi al fatto che fu Bur­lando a met­tere Merlo dov’è ora -, la diri­genza geno­vese disse subito che Paita ci avrebbe fatto per­dere, ma il par­tito non ci ha ascol­tato». Ancora una volta uno degli ele­menti di frat­tura è il giu­di­zio sui dieci anni di ammi­ni­stra­zione Bur­lando (la stessa Paita si è detta «cri­tica su alcuni aspetti» susci­tando le risate dei cuper­liani). L’ex gover­na­tore all’assemblea non si è pre­sen­tato. Bur­lando, fino a ieri il poli­tico più potente della Ligu­ria, oggi si dice vada per fun­ghi e gio­chi a sco­pone in quel di Tor­ri­glia, lasciando ad altri il com­pito di rac­co­gliere i cocci di un par­tito fran­tu­mato in gran parte a causa delle sue scelte.